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Percorsi · Upavasa

Il digiuno, atto sacro

Stare in ascolto di ciò che c'è, senza aggiungere altro: il digiuno yogico come pratica del cuore, in armonia con le fasi lunari.

La prima volta che mi sono approcciata al digiuno è stato dopo anni di pratica yogica. Sebbene sapessi che il digiuno fosse una pratica importante avevo sempre qualche remora e timore. La prima illusione era che non ne sarei stata all'altezza. Avevo sempre avuto un cattivo rapporto con il cibo per cui credevo che non sarei riuscita a privarmene. Ho sempre utilizzato il cibo come un abile amico che compensa i vuoti interiori e ti fa tornare il sorriso, ma poi una mattina mi sono detta: perché no?

Così la mia prima esperienza di digiuno è stata quella di digiuno intermittente. Ultimo pasto alle 17 e poi colazione al mattino successivo. Quella è stata la mia prima esperienza di digiuno e da lì pratico regolarmente il digiuno come atto sacro. Cosa significa?

Scegliere di togliere il cibo dalla nostra routine giornaliera significa «stare in ascolto di ciò che c'è, senza aggiungere altro».
Laura Buoncristiani
Un voto del cuore

Sankalpa

Per atto sacro intendo che se scegliamo di dedicare un Sankalpa che accompagna questa pratica riceveremo in cambio delle risposte di verità.

Sankalpa è una parola sanscrita composta da «San» (verità più alta, nata dal cuore) e «Kalpa» (promessa, voto, che si dispiega nel tempo). È un impegno profondo preso con se stessi, spesso formulato come un desiderio del cuore, che allinea mente e cuore per raggiungere un obiettivo.

Allora scegliere di digiunare diventa un atto sacro, non semplicemente legato alla purificazione del corpo ma con l'intento di connetterci a qualcosa di più grande.

Il digiuno yogico

Upavasa

È un metodo di purificazione fisica ed è anche uno strumento per rendere la mente più pura. Ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi, ci esorta alla meditazione e all'introspezione.

In particolare upavasa viene praticato in armonia con i cicli della natura seguendo le fasi lunari.

Seguendo il calendario yogico ci sono alcuni giorni che sono più adatti per digiunare: Ekadasi è il periodo che cade tre giorni prima della luna piena e tre giorni prima della luna nuova. Per chi volesse dedicarsi con più energia a questa pratica, anche amavasya (luna nuova) e purnima (luna piena) sono giorni in cui il digiuno produce migliori risultati.

La mente e la pratica

L'unica che si arrabbia è la mente

Digiunare è mettere in pausa e donare riposo all'organismo. L'unica che si arrabbia è la mente, che abituata a raccogliere tanto zucchero e ad andare velocissima, quando si accorge che il corpo è a digiuno fa di tutto per farti mollare e tornare alle vecchie dipendenze. Ma lo yogi che ha deciso di fare questa esperienza di conoscenza troverà la strada attraverso la meditazione, lo yoga e il pranayama.

Da dove cominciare? Come ti ho già detto, Anima Bella, puoi cominciare dal digiuno intermittente e gradualmente arrivare a vivere un'esperienza di digiuno completa.

Come praticare il digiuno

Trova la pratica giusta per te

  1. Digiuno intermittente · 14, 16 o 19 ore per 1, 3, 6 o 9 giorni

    Puoi praticare il digiuno intermittente scegliendo uno di questi blocchi.

    • 14 ore di digiuno, ad esempio: ultimo pasto alle 18, colazione alle 8
    • 16 ore di digiuno: ultimo pasto alle 16, colazione alle 8
    • 19 ore di digiuno: ultimo pasto alle 13, colazione alle 8

    Questa challenge puoi portarla avanti in blocchi di tre giorni.

    Puoi decidere se farlo gradualmente: cioè cominciare con i primi tre giorni 14 ore, i secondi 16 e i terzi tre 19. Oppure optare solo per un blocco di 3, oppure fare un vero digiuno spirituale di 9 giorni.

    Ovviamente scegli sempre di cominciare dalla data di ekadashi.

  2. Digiuno upavasa · circa 36 ore

    Il digiuno yogico inizia la sera dopo aver cenato (ad esempio alle 21), si protrae per l'intero giorno successivo e si interrompe con la colazione della mattina che segue il giorno di digiuno (alle 9): si tratta quindi di un digiuno di circa 36 ore.

    Ad esempio, decido di digiunare domenica poiché è il giorno di ekadasi: sabato dopo cena inizierò il digiuno, che interromperò lunedì con la colazione.

Da scaricare

Il calendario degli Ekadashi

Ekadashi cade due volte al mese, pochi giorni prima della luna piena e della luna nuova. Ho preparato il calendario con tutte le date da novembre 2026 a dicembre 2027, calcolate per la Toscana: stampalo e tienilo vicino al tuo tappetino.

Alcuni consigli utili

Come prepararsi al digiuno

  • Eliminare qualche giorno prima carne e pesce
  • Durante i giorni di digiuno sono altamente sconsigliati uova, latticini, caffè, alcol, glutine
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno, aiutandosi con tisane, erbe e limone
  • Prediligere una cucina sattvica, cioè al vapore, cotta al forno, niente fritti
  • Prediligere un pasto che abbia almeno 3 colori, nel rispetto della cultura ayurvedica, ad esempio: 100 g di quinoa, finocchi, carote, porro, zucchine, olio, sale, erbette
  • Ascoltare i mantra, leggere le scritture, dipingere o altre attività rivolte alla creatività, non in senso di performance ma in senso di ricerca interiore

Il digiuno non è adatto a ogni persona e a ogni momento: se sei in gravidanza o allatti, hai il diabete o una storia di disturbi alimentari, prendi farmaci o hai dubbi sulla tua salute, parlane prima con il tuo medico.

Il tuo primo digiuno, con un Sankalpa

Scarica il calendario degli Ekadashi e scrivimi: ti aiuto a cominciare con il passo giusto per te.

Non è il momento giusto?

Ti scrivo io quando ci sono nuove date. Una volta al mese, nella mia «Lettera dal cuore»: ritiri, cerimonie e viaggi in arrivo, con una riflessione sulla pratica.

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