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YogaSankrantiLaura Buoncristiani Scrivimi
Il calendario sacro · Febbraio-marzo

Shivaratri

La grande notte di Shiva: una notte di veglia, mantra e meditazione per lasciare andare ciò che è finito e rinascere.

Un sadhu cosparso di cenere, con ghirlande di fiori arancioni al collo, alza le braccia al Kumbh Mela

La prima volta che ho partecipato ad uno Shivaratri ero in India, nella Spiti Valley, sulle montagne dell'Himalaya. Ero giovanissima al tempo e non conoscevo ancora lo yoga, ma questa figura mi ha completamente rapito.

Ogni tempio in Himalaya è dedicato a Lord Shiva. Egli appare un Deva bellissimo, raffigurato come uno yogi in meditazione con al centro della fronte il terzo occhio, i capelli annodati, le Jata, dalle quali scorre il fiume Gange, e la gola blu per aver bevuto il veleno cosmico. Indossa una pelle di tigre o elefante, un serpente attorno al collo e una mala di rudraksha. Tra le mani un tridente, il trishula, ed è cosparso di cenere.

Da quella notte passata al tempio a cantare i mantra e a osservare le celebrazioni, ho percepito che nella mia vita sarebbe arrivato qualcosa di grande, mi sono lasciata andare. Ho chiuso gli occhi e ho chiesto al mio cuore di farmi incontrare un qualcosa di grande. Avevo 19 anni e non sapevo niente della vita e di che cosa avrei fatto da grande. Ho ricevuto una grande risposta: ho incontrato lo yoga. Da quella notte celebro il Maha Shivaratri.

Ma voglio raccontarti di più…

La grande notte di Shiva

Il Maha Shivaratri è una festività indù che cade solitamente tra febbraio e marzo ed è in onore di Shiva.

Significa «grande notte di Shiva» e segna la convergenza tra il dio maschile e il suo opposto, la dea Shakti, che è la personificazione dell'energia divina. La festività è celebrata durante tutto l'anno, ad ogni luna nuova, ma tra i 12 Shivaratri annuali questo è di sicuro il più importante ed è anche una delle maggiori festività indiane ed induiste. Il Maha Shivaratri si celebra nella notte che precede il giorno di luna nuova tra febbraio e marzo, che coincide con il mese di Phalguna nel sistema astrologico indiano, precisamente con il giorno di Krishna Paksha Chaturdashi.

Shiva in sanscrito ha molteplici significati: il Benevolo, il Silenzioso e l'Assoluto; il Distruttore e il Trasformatore, Colui che è sempre Puro, la Coscienza Suprema.

Illustrazione di Shiva che danza la Tandava dentro un cerchio di fuoco, fra le stelle
Tandava

La Danza Cosmica

Mahashivaratri è considerata la notte in cui Shiva ha eseguito la sua Danza Cosmica, la Tandava, simbolo del ciclo eterno di creazione, mantenimento e dissoluzione. Alcune leggende raccontano che in quella notte Shiva si sia unito a Parvati, sacralizzando l'unione tra il maschile e il femminile divino.

Per il Sadhaka, il ricercatore spirituale, questa è una notte di profonda introspezione, poiché si ritiene che le energie dell'universo favoriscano la meditazione e la crescita interiore. È un momento per lasciare andare tutto ciò che è finito, una notte di rinascita e di purificazione.

Un lingam di pietra nera ornato di fiori bianchi, dentro una grotta
Adi Guru

Il primo Maestro, il primo yogi

Nella tradizione yogica Shiva è visto come l'Adi Guru, il primo Maestro, il primo yogi. La leggenda narra che in questa notte Lord Shiva rimase immobile e si fuse con il Monte Kailash, incarnando l'assoluto silenzio e il vuoto cosmico. Per millenni rimase in meditazione e la sua energia divenne così stabile e infinita che egli stesso divenne la montagna sacra, il Monte Kailash.

Shiva rappresenta nel nostro corpo umano il principio verticale, quel principio maschile solenne e stabile che incarna la verticalità. L'energia femminile invece è rappresentata dalla Shakti, che serpeggia e gli si attorciglia intorno. Durante la notte di Shivaratri, o quando si celebra Lord Shiva, si canta il mantra e si balla la danza Tandava.

Om tryambakam yajamahe sugandhim pusti-vardhanam, urvarukam iva bandhanan mrtyor muksi yama mrtat
Maha Mrityunjaya Mantra
Il mantra e la veglia

Un portale energetico potente

«Veneriamo il signore Shiva, il Dio con tre occhi, Colui che è profumato e si prende cura di tutti gli esseri. Egli ci libera dalla paura della morte per realizzare l'immortalità!»

Questo ci aiuta ad entrare in connessione con questa potente energia, ci protegge come uno scudo dalle forze negative e ci libera dalla paura della morte. La ripetizione di questo mantra ci porta ad uno stato di coscienza più elevato e a una presenza potente nel corpo.

La notte di Mahashivaratri è l'occasione di connettersi e favorire il risveglio della coscienza. Rivolti a Lord Shiva si medita in silenzio, nelle grotte, sulle cime delle montagne, di notte. Questo aiuta molto a trascendere i limiti della mente e dell'ego.

Questa notte è un portale energetico potente: restare svegli, praticare la meditazione e cantare mantra aiuta a sintonizzarsi con la frequenza della trasformazione.

La cosa più importante che va cercata durante la meditazione connessi all'energia di Shiva è il cuore sincero. Lord Shiva, come archetipo, ci invita ad osservare ciò che è e riconoscere le illusioni, vincere l'ignoranza e liberarsi dal velo di Maya; senza un cuore sincero Lord Shiva non sosterrà la nostra trasformazione.

Una leggenda racconta che l'unica strada per raggiungere Shiva è la compassione.

Una leggenda

Il Cacciatore e la Notte di Mahashivaratri

C'era una volta un cacciatore che viveva nella foresta. Una notte, mentre cercava prede, si perse e non riuscì a tornare a casa. Camminando senza meta, trovò un grande albero vicino a uno stagno e decise di rifugiarsi lì per la notte.

Ignaro, l'albero era in realtà un Bilva sacro a Shiva, e alla sua base vi era un lingam.

Quella notte era Mahashivaratri, ma il cacciatore non lo sapeva. Per tenersi sveglio e non essere attaccato dagli animali selvatici, iniziò a strappare delle foglie dall'albero e, senza accorgersene, le lasciava cadere proprio sul Lingam di Shiva sottostante. Questo atto inconsapevole divenne un'offerta spontanea e devota. Durante la notte, diversi cervi si avvicinarono per bere allo stagno. Il cacciatore, pronto a scoccare la sua freccia, fu interrotto più volte. Ogni cervo, con dolci parole, gli chiese pietà.

Il primo cervo chiese di poter vedere la sua famiglia un'ultima volta. Il secondo cervo promise di tornare dopo aver salutato i suoi piccoli. Il terzo cervo, una femmina, supplicò il cacciatore di lasciarla andare per prendersi cura dei suoi piccoli.

Ogni volta il cacciatore, mosso da compassione, li lasciò andare. Alla fine della notte il sole cominciò a sorgere e i cervi tornarono da lui, mantenendo la loro promessa. Questo gesto di lealtà e purezza colpì profondamente il cacciatore che, sopraffatto dall'emozione, decise di abbandonare la caccia e dedicarsi a una vita più giusta. Proprio in quel momento, dal lingam, Shiva apparve davanti a lui e, commosso dalla sua compassione e dalle sue offerte inconsapevoli, lo benedisse con la liberazione (moksha).

Senza saperlo, il cacciatore aveva praticato tutte le discipline di Mahashivaratri: digiuno (perché non aveva mangiato nulla per tutta la notte), veglia notturna (perché era rimasto sveglio per paura), offerta di foglie di Bilva a Shiva (anche se lo aveva fatto per caso), sviluppo della compassione e rinuncia alla violenza. Lord Shiva gli concesse la sua benedizione, dimostrando che persino un'azione inconsapevole, se compiuta con purezza di cuore, può portare alla realizzazione spirituale.

Laura Buoncristiani seduta accanto a un sadhu sotto una tenda arancione al Kumbh Mela
Sadhu, aghori e il fuoco sacro

Il Kumbh Mela

In India la corrente degli shivaiti si dedica alla venerazione di Lord Shiva, una delle divinità più importanti del pantheon indù. Tra i seguaci di questa tradizione, i sadhu e gli aghori occupano un posto speciale. I sadhu sono asceti che rinunciano ai beni materiali e alla vita mondana per dedicarsi completamente alla spiritualità e alla meditazione, cercando l'unione con il divino. Gli aghori, invece, sono noti per le loro pratiche estreme e non convenzionali, che includono il contatto con elementi considerati impuri, e utilizzano il fuoco come simbolo di purificazione e trasformazione. Al centro delle loro pratiche si trova il dhuni, il fuoco sacro, che rappresenta la forza vitale e la connessione con il divino.

Nel 2012 e nel 2024 ho partecipato al Kumbh Mela, un'importante festa religiosa, per incontrare maestri e sadhu attorno ai loro dhuni e ricevere insegnamenti. Essendo una yogini che segue la tradizione shivaita, ho trovato in queste esperienze un'opportunità unica per approfondire la mia pratica e la mia comprensione della spiritualità.

Lord Shiva è rappresentato come lo spazio vuoto, il silenzio, la montagna bianca, un principio fondamentale da integrare nella nostra vita. Dal vuoto cosmico nascono tutte le cose, e nel ciclo lunare Shiva è presente anche durante la fase oscura, quando la luna decresce e ci invita a sperimentare il nulla cosmico, il buio e il silenzio. Questo è un richiamo importante anche per le nostre vite quotidiane.

Calendario

Il prossimo Maha Shivaratri

Per le prossime date scrivimi: ti rispondo personalmente con tutte le informazioni.

Dal Kumbh Mela

Maestri, dhuni e acque sacre

Un sadhu in abiti arancioni seduto in meditazione su un muretto, con un lungo bastoneSadhu seduti sotto una tenda, davanti a un altare di fiori arancioni e immagini sacreLaura Buoncristiani sorride accanto a un sadhu sotto una tenda colorataIl dhuni, il fuoco sacro dei sadhu, acceso fra ceppi di legnoUn anziano sadhu dalla lunga barba bianca seduto con le gambe incrociate, con un ventaglio di piume di pavoneIl sole rosa dell'alba che si specchia nell'acqua del fiume, nella foschiaUna folla di pellegrini in riva al fiume e nell'acqua, con le barche di soccorso, al Kumbh MelaPellegrini in abiti colorati sulla riva del fiume sacro, con un lungo ponte sullo sfondoLaura Buoncristiani con il capo avvolto in una sciarpa color vinacciaUna donna in abiti arancioni e gialli si china a terra per un rito, fra i sadhu

Veglia con noi la notte di Shiva

Scrivimi per celebrare insieme il prossimo Maha Shivaratri, con mantra, meditazione e un cuore sincero.

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