Navaratri 2026: cos'è, le date e come viverla con il digiuno
Le nove notti della Dea si sono appena chiuse: che cosa sono, che cosa ci lasciano e come viverle con il digiuno sacro e la pratica alla prossima occasione, anche se non sei induista e anche se non hai mai digiunato.

Che cos'è Navaratri
Navaratri è la festa indiana delle nove notti dedicate alla Dea Madre. In sanscrito nava significa nove e ratri notti. Si celebra la vittoria della luce sull'oscurità, raccontata nel mito di Durga che combatte per nove notti contro il demone Mahishasura e il decimo giorno lo sconfigge.
Anima Bella, quel demone non è lontano da noi. Sono gli attaccamenti, le resistenze, le abitudini che ci tengono nella sofferenza. Durga è la forza amorevole che ci aiuta a lasciarli andare. Per questo Navaratri non è solo una festa da guardare: è un tempo da attraversare. La storia completa del mito la trovi nella mia pagina dedicata a Navaratri, le nove notti della Dea Durga.
Quando è stata Navaratri nel 2026 e quando torna
Nel 2026 la Navaratri d'autunno è iniziata domenica 11 ottobre e si è chiusa con la nona notte, lunedì 19 ottobre. Martedì 20 ottobre abbiamo celebrato Dussehra (o Vijayadashami), il giorno della vittoria.
Nell'anno le Navaratri sono quattro, una per ogni stagione, e seguono il calendario lunare: iniziano subito dopo la luna nuova. Le più importanti sono quella di primavera (quest'anno è stata dal 19 al 27 marzo) e quella d'autunno, appena trascorsa. La prossima sarà la Navaratri di primavera 2027, fra marzo e aprile: le date te le scrivo nella mia lettera. La tradizione le considera dei portali: momenti in cui la pratica spirituale trova il terreno più fertile. Se ti affascina il legame fra pratica e luna, ne parlo anche nella pagina sui cicli lunari.
I tre cicli: corpo, emozioni, mente
Le nove notti si dividono in tre cicli di tre notti, ognuno affidato a una Dea:
- Durga (notti 1-3): purifica il corpo fisico.
- Lakshmi (notti 4-6): purifica le emozioni.
- Sarasvati (notti 7-9): purifica la mente.
Ogni ciclo ci chiede di prenderci la responsabilità di osservare e disciplinare, con gentilezza, le nostre azioni, le nostre emozioni e i nostri pensieri. Da Navaratri si esce più limpide e più consapevoli.
Che cosa ci lasciano le nove notti
La festa è finita, ma il suo insegnamento resta con noi. Sono state nove notti per lasciare andare ciò che ci appesantisce: un attaccamento, una resistenza, un'abitudine che non ci serve più. E ognuno dei tre cicli è un invito che vale tutto l'anno:
- Durga purifica il corpo: scegli un gesto di cura, un pasto più semplice, un'ora di sonno in più.
- Lakshmi purifica le emozioni: chiediti che cosa ti sta pesando e che cosa sei pronta a lasciare.
- Sarasvati purifica la mente: concediti ogni giorno qualche minuto di silenzio.
Ti propongo di sceglierne uno solo e di portarlo con te fino al solstizio d'inverno.
Le nove forme della Dea, giorno per giorno
Nella tradizione che seguo, ogni giorno è dedicato a una forma della Dea, con il suo mantra e il suo colore. Alla prossima Navaratri puoi accendere una candela, recitare il mantra e indossare il colore del giorno:
- Shailaputri: giallo
- Brahmacharini: bianco
- Chandraghanta: rosso
- Kushmanda: blu
- Skandamata: arancione
- Katyayani: verde
- Kalaratri: nero
- Mahagauri: grigio
- Siddhidatri: viola
9 notti · 3 cicli · 9 forme della Dea · 1 sankalpa
Perché digiunare durante Navaratri
Durante Navaratri il digiuno è un atto sacro, non una dieta. Togliere il cibo per un tempo significa stare in ascolto di ciò che c'è, senza aggiungere altro.
Prima di cominciare formuliamo un sankalpa: in sanscrito san è la verità più alta, quella che nasce dal cuore, e kalpa è la promessa che si dispiega nel tempo. È un impegno preso con noi stesse, un desiderio del cuore che accompagna ogni giorno della pratica. Così il digiuno diventa un modo per connetterci a qualcosa di più grande.
«L'unica che si arrabbia è la mente.»
Laura Buoncristiani
Lo so per esperienza: per anni ho usato il cibo per riempire i vuoti e pensavo di non essere all'altezza di un digiuno. Poi una mattina mi sono detta: perché no? Racconto com'è andata nella pagina il digiuno, atto sacro.
Come digiunare a Navaratri, con gradualità
Il modo più dolce per cominciare è il digiuno intermittente: si allunga la pausa fra l'ultimo pasto della sera e la colazione del mattino. Sono le tre durate che propongo:
- 14 ore: per esempio ultimo pasto alle 18, colazione alle 8.
- 16 ore: ultimo pasto alle 16, colazione alle 8.
- 19 ore: ultimo pasto alle 13, colazione alle 8.
Le nove notti si prestano a blocchi di tre giorni. Puoi salire per gradi (tre giorni a 14 ore, tre a 16, tre a 19), scegliere un solo blocco di tre giorni oppure vivere un digiuno spirituale di nove giorni. L'importante è scegliere ciò che puoi portare con serenità.
Una cautela che vale per tutte: il digiuno non è adatto a ogni persona e a ogni momento. Se sei in gravidanza o allatti, se hai il diabete o una storia di disturbi alimentari, se prendi farmaci o hai qualunque dubbio sulla tua salute, parlane prima con il tuo medico. E durante il digiuno bevi acqua di qualità.
Le altre pratiche delle nove notti
Navaratri non è solo digiuno. Se il digiuno non fa per te, o vuoi accompagnarlo, puoi scegliere fra queste pratiche:
- Meditazione quotidiana, dedicando ogni giorno alla forma della Dea.
- Yoga Nidra, il rilassamento profondo che scioglie tensioni e porta consapevolezza.
- Passeggiate in silenzio nella natura.
- Un diario, per dare spazio a ciò che emerge giorno dopo giorno.
Anche la pratica fisica aiuta: se non vivi vicino a me puoi seguire le lezioni di Hatha Yoga online.
Vivere Navaratri insieme, anche online
A ogni Navaratri propongo la challenge di digiuno di gruppo, online: celebriamo insieme le nove notti, ci sosteniamo a vicenda e condividiamo ciò che il digiuno ci mostra. Se preferisci praticare da sola, con i tuoi tempi, scrivimi: ti consiglio come cominciare.
La prossima occasione per farlo insieme sarà la Navaratri di primavera. Ma il digiuno sacro non è legato solo alle feste: se senti il desiderio di provarlo adesso, con gradualità e con una guida, scrivimi. Qualunque strada tu scelga, non sei sola. E se senti che l'India ti chiama davvero, a novembre ti racconterò il viaggio spirituale in India di febbraio.
Domande frequenti
Quando è stata Navaratri nel 2026?
La Navaratri d'autunno 2026 è iniziata domenica 11 ottobre ed è durata nove notti, fino a lunedì 19 ottobre. Martedì 20 ottobre si è celebrata Dussehra, detta anche Vijayadashami, il giorno della vittoria della Dea Durga sul demone Mahishasura.
Quando è la prossima Navaratri?
La prossima è la Navaratri di primavera 2027, che cade fra marzo e aprile e comincia subito dopo la luna nuova. Nel corso dell'anno le Navaratri sono quattro, una per stagione: le più sentite sono quella di primavera e quella d'autunno.
Che cosa significa Navaratri?
Navaratri in sanscrito significa «nove notti»: nava vuol dire nove, ratri notti. È la festa dedicata alla Dea Madre nelle sue forme di Durga, Lakshmi e Sarasvati, e celebra la vittoria della luce sull'oscurità.
Bisogna essere induisti per celebrare Navaratri?
No. Il simbolismo delle nove notti va oltre una singola religione: chiunque pratichi yoga può viverle come un tempo di purificazione e di ascolto, attraverso digiuno, meditazione e silenzio.
Come si digiuna durante Navaratri?
Si può cominciare con il digiuno intermittente, allungando la pausa notturna a 14, 16 o 19 ore, anche a blocchi di tre giorni. Si accompagna il digiuno con un sankalpa, un'intenzione del cuore, e con acqua di qualità.
Il digiuno è adatto a tutti?
No. In gravidanza o allattamento, con il diabete, con una storia di disturbi alimentari, se si prendono farmaci o in caso di dubbi sulla propria salute, bisogna parlarne prima con il proprio medico. Si può vivere Navaratri anche solo con meditazione e silenzio.
Cosa si fa se non si vuole digiunare?
Si può meditare ogni giorno su una forma della Dea, praticare Yoga Nidra, camminare in silenzio nella natura, tenere un diario, accendere una candela e indossare il colore del giorno. Sono tutte pratiche delle nove notti.
