Cara Anima Bella, come sai lo yoga è immerso nella tradizione e cultura indiana. Quest’ultima ha un forte collegamento con la religione induista e noi possiamo scegliere di avvicinarci ai testi e alle sacre scritture in due modi: scegliendo di coglierne i simboli e gli archetipi oppure conferendogli un significato più profondo e spirituale. Certo è che non possiamo pensare di praticare lo yoga della tradizione senza aprirci a questi temi e a queste festività.
Io insegno da tanti anni yoga e ormai come avrai capito, scelgo di portare nella mia vita la tradizione, per cui ti lascerò qui un mito per comprendere chi incarna lo spirito della Dea Durga e perché è così importante.

Il mito racconta che un tempo il demone (asura) Mahisha si sottopose a una dura ascesi (tapas) protattasi a lungo. Come premio per essa ricevette dal Dio Shiva la possibilità di non poter essere ucciso da nessun uomo o Deva (Dio). Soddisfatto di tale conquista e confidando nella sua invincibilità, il demone Mahisha iniziò a praticare ogni sorta di angheria, provocando il terrore e il disordine nei tre mondi. Gli Dei iniziarono ad allarmarsi per l’operato del demone così si riunirono per cercare una soluzione. Dal momento che Mahishasura non poteva essere sconfitto da nessun uomo e da nessun Dio, gli Dei si rivolsero alla Shakti suprema e le chiesero aiuto. Solo una Devi infatti sarebbe stata capace di annientare il demone malvagio. Fu così che le tre supreme Devi, Lakshmi, Sarasvati e Parvati, unirono le loro energie insieme e diedero vita a una Shakti dall’aspetto fiero e terribile: Durga.
Durga ricevette a sua volta il potere e le armi di tutti gli Dei uniti insieme così da diventare una Potenza indistruttibile.
Mossa da una profonda compassione verso tutti i suoi figli dell’Universo, ella si confrontò con il demone Mahisha con il quale lottò per nove notti. Spossato dalla forza della Devi, il decimo giorno, il demone fu trafitto dal trishula di Durga che da quel momento fu nota anche con il nome di Mahishasuramardhini, “Colei che sconfisse il demone Mahisha”.
“Nava” in sanscrito significa nove, mentre “Atri” si traduce in notti. Navaratri è tradizionalmente il festival indiano dedicato alla Dea Durga Durante queste 9 notti, Durga, la Dea Madre, affronta le varie manifestazioni demoniache che incontra nel suo percorso di purificazione. Per vincere questa battaglia, assume diverse forme archetipiche. Durga rappresenta uno dei principali archetipi femminili nel pantheon indiano, incarnando il femminile divino che ci sostiene nella nostra evoluzione spirituale. È la Dea Madre che ci guida e ci aiuta a liberarci dai nostri demoni: attaccamenti, resistenze interiori e tutto ciò che ci tiene nell’ignoranza e nella sofferenza. Queste nove notti simboleggiano la nostra lotta interiore per purificare le tendenze negative del nostro io interiore e della nostra mente.
La dea Durga è spesso rappresentata in sella a una tigre o a un leone, simboli del suo potere illimitato. Le sue numerose braccia simboleggiano le diverse qualità che l’essere umano deve sviluppare per poter superare gli impulsi negativi: il distacco per vincere l’egoismo, la consapevolezza di sé per controllare la rabbia, la generosità per sublimare l’avidità… ciò che rappresenta tutte le armi di Durga è l’amore, l’arma universale che scioglie tutto e vince sempre.
Secondo il calendario tantrico indiano, l’anno viene suddiviso in quattro periodi di tre mesi ciascuno, come le stagioni ma basate sul calendario lunare.
Ogni fase celebra una diversa divinità e ha cpn sé un simbolo. Le due navaratri più importanti sono a primavera e in autunno.
Questo periodo di nove notti inizia subito dopo la luna nuova di autunno e primavera
Il Tantra, nella visione yogica, rappresenta una vasta risorsa di conoscenze per studiare e utilizzare in modo consapevole i cicli naturali ed energetici. Alcuni momenti specifici dell’anno sono riconosciuti dall’approccio tantrico come “portali”, ovvero spazi energetici che possono potenziare significativamente i risultati delle nostre pratiche spirituali. Durante questi portali il nostro organismo può ricevere molta più energia e compiere un evoluzione maggiore e più velocemente. Per questo motivo durante questi periodi sia la terra che il corpo sono più ricettivi.
Il simbolismo delle nove notti di Durga trascende il contesto della religione induista; infatti, non è legato a una specifica cultura o pratica religiosa, ma va oltre. In altre parole, non è necessario essere induisti per trarre benefici durante questo periodo. Possiamo perciò considerare questo momento come una grande occasione di evoluzione spirituale
Durante questi nove giorni si celebrano rituali e si osservano digiuni.
Questi nove giorni e nove notti sono fondamentalmente simbolici e, secondo la tradizione indiana, si suddividono in tre cicli di tre notti ciascuno.
Ogni ciclo ci aiuta a prenderci la responsabilità di osservare e disciplinare azioni, emozioni e pensieri. Dal periodo di Navaratri si esce sempre più limpidi e consapevoli e con una lucidità e chiarezza senza uguali.
Per beneficiare al meglio di questo periodo di Navaratri, ci sono diverse pratiche che possiamo considerare. Ecco alcune idee:
Questo anno 2026 Navaratri 19- 27 marzo 2026 / 11-20 ottobre 2026