Maremma, cuore dell’Etruria, fiabe e leggende

I maremmani sono cantastorie, un’abitudine che affonda le radici nel XIX secolo, quando la malaria rendeva la loro vita difficile e breve. «La Maremma è pieno di pittoresco e bello; una bellezza particolare e un po’ selvaggia, è vero, come quella di una fanciulla indiana, ma affascinante nel suo selvaggio e incolto fiorire».
- George Dennis, esploratore vittoriano, 1832

La Maremma che conta circa 4500 km2 appare come un’ illusione. Non la trovi sulla cartina, è tranquilla, umile e sembra essere incantata perché fino a che non ci entri non ti accorgi che esiste. Eppure è una terra colma di storia e di leggende, il cuore dell’Etruria prima e dopo protagonista di storie medievali e di briganti sanguinari. I butteri i suoi pastori a cavallo sembrano portare nel mondo una saggezza sconfinata che è tipica di chi vive a contatto con la natura in ogni sua forma.

Sono stata rapita da questa terra, dalla sua energia, dalla sua storia e lì, in quella sconfinata madre natura ho sentito che non importa cercare altrove, in maremma, in etruria il cuore pulsante batte dall’infinito passato e lo si ritrova all’alba, al crepuscolo dove seduta in meditazione senti cantare il merlo e lì la vita ti invita ad una nuova danza.

Ritirarsi in maremma per qualche giorno

significa sperimentare il ritorno alla natura e allo spazio inteso come ampiezza. Camminare per questi boschi e se vuoi, a cavallo ti permette di trovare il centro. Il fuoco come dimensione familiare. Il focolare, le storie, le tradizioni intrecciate con lo yoga, la purificazione, la meditazione. Un momento di estrema gioia nasce quando non si è più separati dal tutto e quando ci si sente finalmente Uno.

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