Quando si parla di spiritualità l’immaginario comune ce la propone come un tempio, un luogo con un altare, oggetti sacri e immagini iconiche. Invece io vorrei parlarti di quanto la natura possa essere intesa come luogo spirituale.
Il monte Amiata ha una forma conica ed è alto 1800 metri, nel sud della Toscana, tra la Val D’Orcia, la Maremma e la Val di Chiana.
E’ un susseguirsi di castagneti, boschi di faggi e uliveti, una montagna verde fino alla vetta, con strade che salgono e scendono, aggirano il monte e attraversano paesini quasi a indicarci di salire e cercare una connessione più grande.


L’Amiata è un antico vulcano, un tumultuoso colosso di lava, oggi assopito sotto un manto di faggi e castagni ma che ancora sbuffa attraverso acque termali e soffioni boraciferi sparsi qua e là. Il tema del fuoco che arde dentro, che si può risvegliare. Il monte Amiata, che prima di un vulcano è stata un’isola rocciosa in mezzo al Mar Tirreno, quando tutta la Toscana era acqua salata e isole.
Allora dopo essermi seduta in questi luoghi e osservato il paesaggio di relazione ho lasciato il cuore aperto e ho ascoltato il suo sussurro. Così ho aperto lo spazio per un nuovo ritiro. Passeggiando tra i boschi di castagni mi capita di pensare che per gli etruschi l’Amiata era la terra sacra dove dimorava Tinia, la loro divinità principale. Tra queste verdi piante si può percepire la sacralità della vita. Fermarsi qui a meditare significa ritrovare la centratura e poterci regalare l’occasione di trasformare qualcosa in noi, scorgere una nuova visione, mettere in atto un cambiamento.
significa prendersi uno spazio di cura, fuori dalla nostra routine, dalla nostra zona di confort; immergersi in questa grande madre che ci consente di aprire il nostro cuore e imparare ad osservare laddove c’è ancora oscurità e portare luce.
Tre giorni e due notti per scandire a ritmo di albe e tramonti la trasformazione in corso tra pratiche di meditazione, danze estatiche, laboratori creativi ed escursioni di trekking, per poi celebrare la rinascita alla cerimonia del fuoco.