Sul mio sentiero ho incontrato molte cose. La mia voglia di sapere e vedere mi ha portato con uno zaino in spalla sulle montagne dell’Himalaya. È in una gelida mattina di gennaio, arrivata a Rishikesh, che ho incontrato lo yoga.
Scesa dal bus, in un piccolo villaggio di montagna, nel mezzo del mercato (meravigliosa costante della mia vita) ho visto un uomo di bianco vestito, dai lunghi capelli corvini, luminoso e sorridente scegliere con cura la frutta. Osservandolo attentamente nella baraonda della gente che parlava, comprava, canticchiava, contrattava, lui sembrava fosse in una bolla felice. In contatto con sé stesso. Leggero e sereno sceglieva la frutta ed era un tutt’uno. Quell’aura luminosa che lo avvolgeva mi ha incoraggiata e richiamata.
Nel modo più naturale possibile sono entrata in contatto con quello che poi è stato il mio maestro Jitendra Das. Quando si entra in contatto con un maestro ci si chiede sempre perché.

Veniamo rapiti da un senso di inadeguatezza, impotenza, perché ci riteniamo sempre “meno” di loro. Ed è in questo sentimento che sperimentiamo l’amore universale e l’accoglienza.
– tratto dal mio libro A MANI VUOTE
La mia esperienza alla Patanjali International Yoga Foundation di Rishikesh, sotto la guida del maestro Jitendra Das, è stata una vera e propria illuminazione, un’opportunità preziosa per immergermi nella saggezza antica e nei principi del Hatha Yoga.
L’Hatha Yoga ha radici profonde che affondano nei testi sacri, tra cui la Hatha Yoga Pradipika, la Shiva Samhita, e la Gheranda Samhita, che offrono un ricco patrimonio di conoscenze.
Questi testi non sono solo manuali pratici, ma veri e propri compagni di viaggio che ci guidano verso la realizzazione del nostro potenziale interiore. La Hatha Yoga Pradipika, ad esempio, sistematizza le tecniche e i principi dell’Hatha Yoga, mentre la Shiva Samhita esplora la connessione tra corpo, mente e spirito, offrendo una visione olistica della pratica.
In questo cammino, non possiamo dimenticare gli Yoga Sutra di Patanjali, che forniscono una base filosofica essenziale. Patanjali, con la sua saggezza, ha illuminato il sentiero dello yoga, collegando la pratica fisica alla meditazione e alla consapevolezza. Ogni sutra è un seme di saggezza che continua a fiorire nei cuori di coloro che cercano la verità.
Nel lignaggio dell’Hatha Yoga, riconosciamo maestri straordinari che hanno dedicato le loro vite alla diffusione di questi insegnamenti. Da Svatmarama, autore della Hatha Yoga Pradipika, a Gorakhnath e Matsyendranath, che hanno portato avanti la tradizione Nath, ogni maestro ha lasciato un’impronta indelebile. Swami Sivananda, con il suo approccio olistico, e Tirumalai Krishnamacharya, il padre del moderno yoga, sono solo alcune delle figure che hanno arricchito questo lignaggio.
Essere allieva di Jitendra Das alla Patanjali International Yoga Foundation è stata una benedizione.
La sua dedizione e il suo amore per la saggezza yogica mi hanno permesso di esplorare e comprendere profondamente questi insegnamenti.
La sua guida mi ha ispirato a coltivare la mia pratica e a trasmettere questa conoscenza con amore e gentilezza.
L’insegnamento indiano è stato sicuramente il mio imprinting, tornata dall’India sentivo che avrei potuto dare molto alla società con il mio insegnamento, ma dentro al corpo di donna in cui ero c’erano ancora tante lacune.
Il sistema indiano è totalmente maschile e io sentivo la necessità di scoprire la mia parte femminile.
Così come in ogni storia che si rispetti, c’è sempre un colpo di scena causato da un’azione di coraggio.
Quello che avevo imparato dal Dr Das era mai smettere di studiare.

In Italia ho deciso di iscrivermi alla Yogaccademia a Firenze dove ho conosciuto Marzia Romoli. Appena l’ho vista ho notato subito la sua delicatezza. Marzia emanava gentilezza e calma. Aveva cura di ognuno di noi come se fossimo suoi figli. Ogni volta che ci mostravamo fragili o in difficoltà lei non esitava a incoraggiarci e nonostante tutto ha sempre nutrito una sconfinata fiducia nelle nostre potenzialità, nonostante le nostre imperfezioni.
Lei, dotata di una saggezza e una conoscenza ineguagliabili mi ha insegnato tutto ciò che conosco seguendo la tradizione con una delle più grandi qualità: l’amorevole gentilezza!
Marzia ci ha insegnato attraverso la sua passione come si procede su un cammino tortuoso e pieno di insidie e attraverso la lettura della BagavadGita e i suoi insegnamenti sono riuscita a manifestare tutto il mio potenziale infinito. Marzia non si è mai sottratta al Dharma e al Sanga, anzi, ci ha insegnato con la sua vita, con le sue azioni, con il suo comportamento da essere umano luminoso come si attraversano le difficoltà rimanendo centrati e nutrendo rispetto per noi stessi e per gli altri.
Se oggi insegno con umiltà, dedizione e amorevole gentilezza è grazie a lei!
Le sono veramente grata, perché in un mondo di “ fake guru” lei per me è IL MAESTRO che illumina il cammino, la lanterna nell’oscurità, luce pura sulla terra.
“Con gratitudine infinita, riconosco il valore di ogni maestro e di ogni testo che ha contribuito a portare alla luce questa saggezza. Il lignaggio dell’Hatha Yoga è un tesoro che ci unisce, un legame che attraversa il tempo e lo spazio, permettendoci di scoprire la nostra vera essenza.
Invito ciascuno di voi a immergersi in questa tradizione, a esplorare i testi, a praticare con cuore e a onorare i maestri che ci hanno preceduto. Insieme, possiamo continuare a diffondere la luce dell’Hatha Yoga nel mondo.”